Massimo Ragionieri

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Massimo Ragionieri ê artista romantico che medita sulla natura, in quanto figlia non solo della terra, ma anche della pura bellezza.
Egli ê solitario in questa sua ricerca dedicata alla imperfezione perfettibile, tramite lo strumento antico della tavolozza.
In un mondo dove il caos non ê poi cosí casuale. Ragionieri pare un cavaliere paradisiaco, armato solo di fede nella propria professionalitâ.
Tiene stretto in cuore, con raffinata delicatezza, il senso del colore e lo esprime come messaggio di vivida certezza.
Il mondo della natura che egli riporta in luce ê quello, in effetti, solare di uno spirito incantato.
Una sua rosa non ê solo una rosa, ma una sorta di ipnosi di fronte alla fragilitâ della natura.
Prendiamo il caso del dipinto in cui i petali di colore arancione sono adagiati su un lenzuolo bianco candido.L’opera ê tutta una trasparenza cromatica che ci riporta col pensiero, alla trasparenza di un vetro soffiato, dove solo la luce pare avere una propria correttezza.
In effetti, la sua ricerca sulla luminositâ ha non pochi collegamenti con la sperimentazione di Caravaggio, dove la luce non giunge mai dall’esterno.
Alla magia, quindi si aggiunge anche il mistero. È pittore virtuoso quando, con finta semplicitâ tratta una rosa gialla il cui grembo ê immerso in un vaso d’acqua trasparente. I petali riflettono se stessi in uno specchio come un’igenua fanciulla osserva la propria beltâ.
A differenza dei pittori americani dell’Iperrealismo, egli non guarda al mondo circostante con fredda oggettivitâ. Non si dedica, per esempio, al paesaggio urbano sezionato attraverso macroscopici, inutili, particolari.
Ragionieri al contrario, guarda solo all’effetto estetico ed estatico dei soggetti affrontati. Sono quelli della natura subliminata dal vivace, apollineo disegno cromatico.
I suoi maestri sono quelli antichi del ‘600, i quali esaltano la natura morta come un prezioso trofeo.